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The Widower, la vera storia di Thomas Randolph: il “vedovo nero” di Las Vegas e le differenze col documentario

The Widower su Netflix racconta la vera storia di Thomas Randolph, il “vedovo nero” di Las Vegas, condannato per il duplice omicidio del 2008.

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The Widower, la vera storia di Thomas Randolph: il “vedovo nero” di Las Vegas e le differenze col documentario

The Widower: Finché morte non ci separi (The Widower: ‘Til Death Do Us Part) è il documentario true crime che Netflix rende disponibile dal 30 settembre 2026. Al centro non c’è un personaggio inventato, ma Thomas Randolph, l’uomo di Las Vegas che la stampa americana ha soprannominato “Black Widower“, il vedovo nero: sei matrimoni e quattro mogli morte nell’arco di circa trent’anni.

Il racconto segue il lavoro del giornalista Dan Slepian, volto di Dateline NBC, che ha seguito la vicenda per anni raccogliendo interviste e materiali mentre il procedimento giudiziario era ancora in corso. Prima di arrivare su Netflix, la storia era già stata raccontata nello speciale in tre parti Dateline Presents: The Widower, uscito nel 2021.

La vera storia dietro The Widower

Il documentario è interamente basato su fatti reali: persone, matrimoni, vittime, indagini e processi appartengono alla cronaca giudiziaria statunitense e non sono personaggi costruiti per il piccolo schermo. Come sempre nei true crime, però, la chiave è distinguere ciò che è stato provato in tribunale da ciò che è rimasto un sospetto investigativo.

Thomas Randolph è stato riconosciuto colpevole degli omicidi di Sharon Causse e di Michael Miller. Non è invece mai stato condannato per la morte delle altre mogli, alcune delle quali decedute in circostanze che gli inquirenti hanno a lungo ritenuto sospette.

Chi era Thomas Randolph, il “vedovo nero”

Randolph viveva a Las Vegas, in Nevada. Nel corso della sua vita si è sposato sei volte e quattro delle sue mogli sono morte. È questo elemento, più di ogni altro, ad aver alimentato il soprannome di “vedovo nero” e l’interesse dei media americani, che hanno seguito il caso per oltre un decennio.

Un capitolo particolarmente discusso riguarda Becky Gault, la seconda moglie, morta nel 1986 nello Utah. Randolph venne processato per quella vicenda e fu assolto. Proprio le prove legate alla morte di Becky Gault sarebbero poi diventate il nodo giuridico decisivo del processo di Las Vegas.

La notte dell’8 maggio 2008

La vicenda centrale comincia l’8 maggio 2008. Randolph chiamò i soccorsi sostenendo che un intruso avesse ucciso sua moglie Sharon Causse e che lui lo avesse colpito a morte per legittima difesa. L’uomo trovato senza vita nella casa era Michael Miller, una persona conosciuta da Randolph.

Secondo l’accusa, la ricostruzione era l’esatto contrario. Miller sarebbe stato ingaggiato per uccidere Sharon in modo che il marito potesse incassare la sua assicurazione sulla vita; in seguito Randolph avrebbe eliminato lo stesso Miller per cancellare il principale testimone del piano. Quello che sembrava un furto finito male si è trasformato così in un duplice omicidio preparato a tavolino.

La prima condanna e il processo annullato

Nel 2017 una giuria condannò Randolph e il giudice gli inflisse la pena di morte. La condanna non è però diventata definitiva: la Corte Suprema del Nevada ha annullato il verdetto accogliendo il ricorso della difesa. Secondo i giudici, la giuria del 2017 non avrebbe dovuto ascoltare le prove relative alla morte della seconda moglie, Becky Gault, avvenuta in Utah nel 1986.

Il caso è quindi tornato in Clark County per un nuovo processo.

Il secondo processo e i 60 anni di pena

Randolph è stato condannato una seconda volta: la nuova giuria lo ha ritenuto responsabile degli omicidi di Sharon Causse e Michael Miller e del reato di cospirazione per commettere omicidio. Il 4 aprile 2024 la giudice Tierra Jones lo ha condannato a 60 anni di reclusione, con possibilità di libertà vigilata dopo i 60 anni, disponendo che le pene per i diversi capi d’imputazione siano scontate in modo consecutivo.

Dopo la sentenza, i legali di Randolph hanno annunciato un nuovo appello. Nel settembre 2026, a pochi giorni dall’uscita del documentario, la Corte Suprema del Nevada ha respinto il ricorso e confermato la condanna, mantenendo in piedi la pena da scontare in Nevada.

Il trailer ufficiale del documentario Netflix

Netflix ha pubblicato il trailer ufficiale di The Widower: Finché morte non ci separi, che anticipa le interviste al giornalista Dan Slepian, il materiale d’archivio dei processi e le dichiarazioni di Randolph, che ha sempre continuato a proclamarsi innocente.

Persone e protagonisti del caso

  • Thomas Randolph — il “vedovo nero”, condannato per il duplice omicidio del 2008.
  • Sharon Causse — la sesta moglie, uccisa l’8 maggio 2008.
  • Michael Miller — l’uomo trovato morto nella stessa casa, secondo l’accusa il sicario ingaggiato e poi eliminato.
  • Becky Gault — la seconda moglie, morta in Utah nel 1986; Randolph fu assolto.
  • Dan Slepian — giornalista di Dateline NBC, ha seguito il caso per anni.
  • Tierra Jones — la giudice del tribunale di Clark County che ha emesso la nuova condanna nel 2024.

FAQ su The Widower e su Thomas Randolph

Il documentario The Widower è basato su una storia vera?

Sì. Persone, matrimoni, vittime, indagini e processi sono reali e appartengono alla cronaca giudiziaria degli Stati Uniti. Il documentario non romanza la vicenda, ma la ricostruisce con materiali d’archivio e testimonianze.

Quante mogli aveva Thomas Randolph e quante sono morte?

Randolph si è sposato sei volte. Quattro delle sue mogli sono morte nel corso degli anni, un dato che ha alimentato il soprannome di “vedovo nero”.

Randolph è stato condannato per la morte di tutte le mogli?

No. È stato riconosciuto colpevole degli omicidi di Sharon Causse e Michael Miller. Per la morte di Becky Gault, avvenuta nel 1986 in Utah, era stato processato e assolto: le altre morti sono rimaste oggetto di sospetti, non di condanne.

Quando esce The Widower: Finché morte non ci separi su Netflix?

Il documentario arriva sulla piattaforma il 30 settembre 2026.

Che pena sta scontando Thomas Randolph?

Dopo il secondo processo è stato condannato a 60 anni di reclusione, da scontare con possibilità di libertà vigilata dopo i 60 anni. Nel settembre 2026 la Corte Suprema del Nevada ha respinto il suo appello, confermando la condanna.

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