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Monster: The Lizzie Borden Story, la vera storia dietro la serie Netflix: cosa è vero e cosa no

Su Netflix dal 17 settembre 2026 la quarta stagione di Monster firmata da Ryan Murphy: la vera storia del duplice omicidio di Fall River, il processo, l’assoluzione e cosa la serie inventa.

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Monster: The Lizzie Borden Story, la vera storia dietro la serie Netflix: cosa è vero e cosa no

Il 17 settembre 2026 arriva su Netflix Monster: The Lizzie Borden Story, quarta stagione dell’antologia firmata da Ryan Murphy e Ian Brennan e la prima con una donna al centro: Ella Beatty nei panni di Lizzie Borden. Prima di guardarla vale la pena rimettere in ordine i fatti, perché il caso di Fall River è uno di quelli in cui la cronaca giudiziaria e la leggenda popolare non coincidono quasi mai.

Due omicidi con l’accetta, un processo seguito da tutti gli Stati Uniti e un’assoluzione che non ha mai davvero chiuso la vicenda: ecco cosa dice la storia vera e dove la serie prende le distanze.

Chi era davvero Lizzie Borden

Lizzie Andrew Borden nacque il 19 luglio 1860 a Fall River, nel Massachusetts, figlia di Andrew Jackson Borden e di Sarah Anthony Morse, morta nel 1863. Il padre, uomo d’affari attivo nel commercio di mobili e bare e poi nel settore immobiliare, era presidente della Union Savings Bank e direttore di diversi opifici tessili: al momento della morte il suo patrimonio era stimato in 300.000 dollari, l’equivalente di oltre 10 milioni di dollari oggi.

Dopo la morte della madre, Andrew sposò Abby Durfee Gray. In casa vivevano anche la sorella maggiore di Lizzie, Emma, e la domestica Bridget Sullivan, un’irlandese di 25 anni. Lizzie era una presenza rispettata nella comunità: insegnava catechismo ai figli degli immigrati nella Central Congregational Church e faceva parte di associazioni religiose e di temperanza. Nonostante il patrimonio, la casa di 92 Second Street non aveva acqua corrente: Andrew era noto per la sua parsimonia.

Il duplice omicidio del 4 agosto 1892

La mattina del 4 agosto 1892 Emma non era in casa. Abby Borden fu uccisa per prima al piano superiore: secondo la ricostruzione medico-legale fu colpita alla testa e ricevette poi almeno altri diciassette colpi. Poco prima di mezzogiorno Andrew Borden fu trovato morto sul divano del salotto, colpito ripetutamente. Fu Lizzie a chiamare la domestica dopo il ritrovamento del padre.

Le indagini dell’epoca si basarono quasi solo su indizi: non esistevano test scientifici come il DNA e la gestione della scena del crimine era lontanissima dagli standard attuali. Nel seminterrato fu trovata la testa di un’accetta con il manico rotto, ma non fu mai dimostrato in modo conclusivo che fosse l’arma dei delitti. Pochi giorni dopo gli omicidi, Lizzie bruciò un vestito in cucina: la sua spiegazione fu che era macchiato di vernice e inservibile, ma l’episodio alimentò i sospetti.

Il processo e l’assoluzione del 1893

Lizzie Borden fu arrestata l’11 agosto 1892. Il processo si aprì a New Bedford il 5 giugno 1893 e divenne rapidamente un caso nazionale, con i giornali di tutto il Paese a seguirne ogni udienza. L’accusa non riuscì mai a portare in aula una prova materiale decisiva: nessuno aveva visto Lizzie commettere gli omicidi e l’arma ritrovata non fu collegata con certezza alle vittime.

Il 20 giugno 1893 la giuria la dichiarò non colpevole: secondo i resoconti dei giornali dell’epoca la decisione arrivò in circa quaranta minuti, con un solo voto. Nessun’altra persona fu mai accusata dei due omicidi. Dopo l’assoluzione Lizzie ed Emma ereditarono una parte consistente del patrimonio paterno e si trasferirono in una casa più prestigiosa di Fall River, chiamata Maplecroft. Lizzie morì di polmonite il 1 giugno 1927, a 66 anni, nove giorni prima della sorella Emma.

Cosa racconta la serie Netflix e cosa c’è di inventato

La sinossi ufficiale della serie parla di una figlia repressa e della sua domestica ribelle, intrappolate in una casa costruita su umiliazioni e crudeltà, che fuggono in una fantasia di sesso, potere e vendetta. È una lettura autoriale, non una ricostruzione documentaria: il contesto familiare (la casa senza acqua corrente, il padre autoritario, il rapporto freddo con la matrigna) ha basi storiche, mentre la dimensione di rivolta e di fantasia di rivalsa è una scelta narrativa di Murphy e Brennan.

Alcuni personaggi, invece, sono realmente esistiti. Bridget Sullivan, la domestica, fu testimone chiave al processo. Nance O’Neil fu un’attrice di teatro legata a Lizzie negli ultimi anni della sua vita. È la serie, come sempre, a scegliere dove fermarsi tra documento e dramma.

La filastrocca e il mito: cosa è falso

La filastrocca “Lizzie Borden took an axe, gave her mother forty whacks” contiene almeno due errori: la donna uccisa con l’accetta non era la madre di Lizzie ma la matrigna Abby, e i colpi non furono quaranta. Nata nell’area di Fall River, la cantilena ha fatto più di qualsiasi sentenza per fissare nell’immaginario collettivo l’immagine di Lizzie con un’accetta in mano, ben oltre cio’ che i documenti giudiziari dicono.

Il cast di Monster: The Lizzie Borden Story

  • Ella Beatty nel ruolo di Lizzie Borden
  • Charlie Hunnam nel ruolo di Andrew Borden, il padre
  • Rebecca Hall nel ruolo di Abby Borden, la matrigna
  • Vicky Krieps nel ruolo di Bridget “Maggie” Sullivan, la domestica
  • Billie Lourd nel ruolo di Emma Borden, la sorella
  • Jessica Barden nel ruolo di Nance O’Neil
  • Sarah Paulson nel ruolo di Aileen Wuornos

La serie è creata e scritta da Ian Brennan, con Ryan Murphy produttore esecutivo insieme a Max Winkler, Carl Franklin e altri. Gli otto episodi sono disponibili su Netflix dal 17 settembre 2026, tutti insieme.

Domande frequenti su Monster: The Lizzie Borden Story

Monster: The Lizzie Borden Story è basata su una storia vera?

Sì. Racconta il duplice omicidio di Andrew e Abby Borden, avvenuto il 4 agosto 1892 a Fall River, nel Massachusetts, e il processo che nel 1893 si concluse con l’assoluzione di Lizzie Borden.

Quando esce la quarta stagione di Monster su Netflix?

Il 17 settembre 2026, con tutti gli otto episodi disponibili nello stesso giorno.

Lizzie Borden era colpevole?

Non lo sappiamo. Fu assolta il 20 giugno 1893 per insufficienza di prove materiali e nessun’altra persona fu mai accusata: il caso, giuridicamente chiuso, resta un mistero storico.

Chi interpreta Lizzie Borden nella serie Netflix?

L’attrice Ella Beatty, gia’ vista in Feud: Capote vs. The Swans e in If I Had Legs I’d Kick You. Questa è la prima stagione di Monster con una protagonista donna.

Perché la filastrocca di Lizzie Borden è imprecisa?

Perché parla della “madre” mentre la vittima era la matrigna Abby, e perché indica quaranta colpi, una cifra che non corrisponde alle ricostruzioni medico-legali.

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