Connect with us

Film Storici

Operazione Raqqa è una storia vera? Cosa è vero e cosa inventa il film sull’ISIS

Il film con Álvaro Morte e Mina El Hammani nasce dal romanzo di Tomás Bárbulo: la Raqqa del 2014 è reale, i due agenti no.

Published

on

Operazione Raqqa è una storia vera? Cosa è vero e cosa inventa il film sull'ISIS

Un thriller spagnolo ambientato nel cuore del califfato, con due agenti che cercano lo stesso uomo. Operazione Raqqa è arrivato in prima visione su Rai 4 giovedì 22 ottobre 2026, alle 21:20, e la domanda che accompagna ogni visione è sempre la stessa: è una storia vera? La risposta è più interessante del sì o del no.

Il film è l’adattamento di un romanzo, non di un’inchiesta. La regia è di Gerardo Herrero, la sceneggiatura porta la firma di Irene Zoe Alameda, e la fonte è «Vírgenes y verdugos» di Tomás Bárbulo, uscito per Salamandra Black nel febbraio 2019. Questo cambia tutto: la vicenda è inventata, lo sfondo no.

La trama in due righe

Siria, 2014. Haibala, agente internazionale noto come El Saharaui, entra a Raqqa per trovare El Jordano, uno dei capi dell’ISIS più ricercati del momento. Malika, infermiera di Ceuta al servizio di Europol, ha lo stesso obiettivo e si infiltra in una casa per donne gestita dalla brigata Al-Khansaa. I due non collaborano: si sfiorano, si ostacolano, si perdono di vista.

Nel cast Álvaro Morte, il Professore de La casa di carta, è Haibala; Mina El Hammani, vista in Elite, è Malika. Con loro Abdelatif Hwidar, Cristina Kovani, Ben Temple, Déborah François, Juan Carlos Vellido e Fariba Sheikhan.

Il romanzo dietro il film

Tomás Bárbulo non è un romanziere da tavolino. Giornalista galiziano nato a A Coruña nel 1958, ha seguito per anni il Maghreb e il Sahara, ha raccontato il jihadismo quando in Spagna se ne parlava poco, e ha fatto di Haibala il personaggio ricorrente dei suoi libri. «Vírgenes y verdugos» è il capitolo ambientato a Raqqa: 416 pagine di spy story con una documentazione da reportage e una trama da fiction.

Herrero ha spiegato di aver letto il libro e di aver capito subito che quella era la storia che voleva girare. Ci ha messo più di tre anni per arrivare sul set, tra letture, documentari e incontri con agenti veri. Il risultato tiene la guerra fuori campo per lunghi tratti: esecuzioni, bombardamenti e mercato degli schiavi entrano a pezzi, mai come spettacolo.

Cosa è vero

La Raqqa del 2014 è storicamente accurata. La città sull’Eufrate era diventata la capitale de facto del califfato, sede di comandi, tribunali e prigioni dell’ISIS. La brigata Al-Khansaa è esistita davvero: unità di polizia morale composta da donne, nata nel 2014 e guidata da Umm Hamza, incaricata di controllare abbigliamento, uscite e comportamento delle donne. Il New York Times e The Atlantic la documentarono già tra 2014 e 2015; la Georgetown Security Studies Review ne ha ricostruito struttura e propaganda.

Vero anche il contesto umano. Da Ceuta e Melilla, enclavi spagnole in Nord Africa, sono partiti combattenti e reclutatori verso la Siria: il traffico di foreign fighters è uno dei capitoli più studiati del conflitto. E la fine è documentata: Raqqa è stata riconquistata dalle Forze democratiche siriane il 17 ottobre 2017, dopo mesi di battaglia e migliaia di vittime.

Cosa è inventato

I protagonisti sono di finzione. Non risulta alcun atto pubblico che confermi l’infiltrazione di un’infermiera spagnola al servizio di Europol dentro Raqqa, né un agente chiamato El Saharaui che dia la caccia a un uomo indicato solo come El Jordano. Sono invenzioni narrative: Bárbulo le ha costruite su tipologie reali, il reclutatore, la foreign fighter, la donna usata come apripista nei controlli, non su persone identificabili.

Anche la struttura a due binari è una scelta cinematografica. Il film mette in parallelo due missioni che nella realtà difficilmente avrebbero avuto lo stesso obiettivo, e lo fa per mostrare due modi di guardare la stessa città: quello dell’uomo che si muove di notte e quello della donna che entra dalle porte di servizio. Nel romanzo lo sguardo è più compatto e più politico; sullo schermo vince l’azione.

Le differenze tra romanzo e film

La prima differenza è il tempo. 416 pagine permettono digressioni su contrabbando, frontiere e reti di reclutamento; un film deve scegliere. Herrero taglia i retroscena e tiene i corridoi, le stanze, le attese: la tensione nasce da ciò che i personaggi non possono dire ad alta voce.

La seconda è la lingua. Le riprese sono state fatte in gran parte in arabo, con Herrero che dirigeva attori in una lingua che non parla, aiutato da un coach di pronuncia. Mina El Hammani, di origini marocchine, ha raccontato di aver lavorato tra due paesi e due squadre, e di aver ritrovato su quel set le proprie radici. Nella versione italiana il doppiaggio copre tutto, ma la scelta di fondo resta: far parlare Raqqa in arabo, non in inglese.

Dove è stato girato

Per ragioni di sicurezza la Siria era impraticabile. Le riprese si sono svolte in Marocco, tra Casablanca e Marrakech, e in Spagna, nel deserto delle Bardenas Reales, a Tafalla e in altre località della Navarra. Le pareti di argilla del deserto navarrese hanno sostituito la periferia siriana; il resto lo hanno fatto le luci basse e un montaggio che evita i piani larghi.

Il film è passato dal Festival di Siviglia il 10 novembre 2024, dove era in concorso per il Giraldillo de Oro, ed è uscito nelle sale spagnole il 22 novembre 2024. In Spagna è poi approdato su Prime Video; in Italia è arrivato in tv con il titolo Operazione Raqqa.

Perché vale la pena vederlo

Non è un documentario e non prova a esserlo. È un thriller che usa una guerra vera come scenografia e un romanzo come bussola. Chi cerca la ricostruzione di un fatto specifico la trova nei saggi; chi cerca il modo in cui il cinema racconta il reclutamento jihadista, la porta di casa, la voce che convince, la città che si chiude, trova più di una scena che resta.

Domande frequenti

Operazione Raqqa è tratto da una storia vera?

No. È l’adattamento del romanzo «Vírgenes y verdugos» di Tomás Bárbulo, pubblicato nel 2019: una spy story di finzione con protagonisti inventati, calata in un contesto storico reale.

Qual è il titolo originale del film?

«Raqa», uscito in Spagna il 22 novembre 2024. In Italia è stato distribuito come Operazione Raqqa.

Chi è Haibala?

È il personaggio creato da Bárbulo, interpretato da Álvaro Morte. Il suo alias, El Saharaui, rimanda al Sahara e al passato del personaggio.

Quando è andato in onda in Italia?

In prima visione su Rai 4 giovedì 22 ottobre 2026, a partire dalle 21:20.

La brigata Al-Khansaa esisteva davvero?

Sì. Era la polizia morale femminile dell’ISIS a Raqqa, attiva dal 2014 e guidata da Umm Hamza: imponeva alle donne abiti e comportamenti secondo le regole del califfato.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending