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Unabomber, la vera storia di Ted Kaczynski e quanto è vero nel film Netflix con Russell Crowe

Esce il 25 settembre 2026 su Netflix Unabomber, il film con Russell Crowe e Jacob Tremblay sulla vera storia di Ted Kaczynski: dalle bombe del 1978-1995 alla capanna del Montana, cosa è vero e cosa è fiction.

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Unabomber, la vera storia di Ted Kaczynski e quanto è vero nel film Netflix con Russell Crowe

Il 25 settembre 2026 arriva su Netflix Unabomber, il film di Janus Metz con Jacob Tremblay nei panni di Ted Kaczynski e Russell Crowe in quelli del professore di Harvard Henry Murray. Non è una biografia classica: il racconto corre su due linee temporali, gli anni di formazione del matematico prodigio e la caccia dell’FBI durata quasi vent’anni.

La storia vera è più dura della fiction. Kaczynski ha spedito pacchi bomba dal 1978 al 1995, uccidendo tre persone e ferendone 23. È morto in carcere il 10 giugno 2023, a Butner, in North Carolina. Ecco cosa ha ispirato il film e dove gli sceneggiatori hanno preso le distanze dai fatti.

Chi era Ted Kaczynski

Ted Kaczynski nasce a Chicago il 22 maggio 1942, figlio di immigrati polacchi. A 10 anni un test misura un QI di 167, così salta una classe: è il primo passo di un isolamento che lo accompagnerà per tutta la vita. A 16 anni, nel 1958, entra a Harvard.

Si laurea nel 1962, poi si trasferisce all’Università del Michigan per il dottorato in matematica. Nel 1967, a 25 anni, diventa il più giovane professore assistente di Berkeley. Due anni dopo lascia l’insegnamento: il mondo accademico non lo trattiene e lui comincia a cercare un altrove.

Nel 1971 si trasferisce in una capanna senza elettricità e acqua corrente vicino a Lincoln, nel Montana. Vive di lavoretti e di caccia, convinto che la tecnologia stia distruggendo la libertà umana. Da quella capanna nascerà il suo arsenale.

Gli esperimenti di Harvard e l’ombra di Henry Murray

Il film insiste su un episodio vero: lo studio sulla personalità diretto dal professor Henry Murray, a cui Kaczynski partecipa da studente. Agli studenti veniva detto che avrebbero discusso di filosofia, ma finivano immobilizzati su una sedia, collegati a elettrodi e sottoposti a pressione psicologica.

Gli avvocati della difesa usarono quell’esperienza per spiegare i problemi emotivi del loro assistito. La biografa Alston Chase ha però ridimensionato la cosa: le registrazioni di quegli anni mostrano un ragazzo emotivamente stabile e non esistono riscontri indipendenti sulla “tortura”. Henry Murray è un personaggio reale, ma il collegamento diretto tra i test e le bombe resta un’ipotesi, non un fatto provato.

Le bombe: dal 1978 al 1995

Il primo ordigno risale al maggio 1978: un pacco indirizzato al professor Buckley Crist della Northwestern University, poi esploso tra le mani di un agente di sicurezza, Terry Marker, rimasto ferito. All’inizio le bombe sono rudimentali, costruite con pezzi di officina nella casa del Montana.

L’FBI battezza il caso UNABOM, da UNiversity and Airline BOMber: i primi bersagli sono università e compagnie aeree. Dal 1985 la firma FC compare sui pacchi, che secondo lo stesso Kaczynski significa Freedom Club. La campagna va avanti quasi diciotto anni.

Le vittime accertate:

  • Hugh Scrutton, proprietario di un negozio di computer in California: ucciso da una bomba nel suo parcheggio l’11 dicembre 1985.
  • Thomas Mosser, dirigente della Burson-Marsteller: ucciso il 10 dicembre 1994 a North Caldwell, nel New Jersey.
  • Gilbert Murray, presidente della California Forestry Association: ucciso il 24 aprile 1995.

Altre 23 persone restano ferite negli attentati, che colpiscono Illinois, Utah, California, Tennessee, New Jersey, Michigan, Connecticut e Washington. In tutto sono 16 gli ordigni attribuiti a Unabomber.

Il manifesto e la soffiata del fratello

Nel 1995 Kaczynski chiede la pubblicazione del suo saggio La società industriale e il suo futuro. Il Dipartimento di Giustizia la raccomanda come strumento per far riconoscere l’autore. Il testo esce sul The New York Times e sul The Washington Post il 19 settembre 1995.

Il colpo di scena arriva da casa. David Kaczynski, spinto dalla moglie, riconosce nella prosa del manifesto le idee del fratello e la sua vecchia corrispondenza con i giornali. Prima di rivolgersi all’FBI contatta un’investigatrice privata, Susan Swanson, poi collabora con la UNABOM Task Force. Ha raccontato di non vedere Ted da dieci anni.

L’arresto nella capanna e la condanna

Il 3 aprile 1996 l’FBI circonda la capanna di Lincoln, in Montana. Kaczynski viene arrestato senza che parta un colpo. Quella caccia all’uomo, la più lunga e costosa nella storia dell’agenzia, si chiude grazie all’analisi stilistica del manifesto.

Il processo si apre con la richiesta di pena di morte da parte dell’accusa. Il 7 gennaio 1998 Kaczynski tenta il suicidio in cella. Poi accetta un patteggiamento: il 22 gennaio 1998 si dichiara colpevole di tutti i capi d’imputazione e riceve otto ergastoli senza libertà condizionale. Il giudice Garland Burrell respinge il ripensamento che l’imputato presenta in seguito.

Kaczynski è morto il 10 giugno 2023 nel carcere federale di Butner, in North Carolina, dove era detenuto dal 1996.

Quanto è vero il film Netflix con Russell Crowe

La produzione è dichiaratamente “ispirata a eventi reali” e sceglie la doppia linea temporale: Jacob Tremblay è il Kaczynski studente, mentre la parte investigativa si sposta sugli agenti. Russell Crowe interpreta Henry Murray, il professore di Harvard degli esperimenti: un personaggio realmente esistito, qui però con un peso narrativo più grande di quello documentato.

Attenzione a un dettaglio: l’agente dell’FBI interpretata da Shailene Woodley, Joanne Miller, è un personaggio costruito per il film. La UNABOM Task Force vera era guidata da altri agenti, tra cui il supervisore Joel Moss, che riconobbe le somiglianze tra il manifesto e un saggio del 1971. La protagonista femminile serve a dare un volto alla caccia, non a ricostruire un nome reale.

Restano fedeli i punti cardine: Harvard, il Montana, la capanna, il manifesto e la soffiata di David Kaczynski. Il regista Janus Metz, già autore di Borg McEnroe, ha spiegato di aver alternato formazione accademica e indagine, senza trasformare Kaczynski in un mostro da film.

Cast e personaggi: chi è chi

  • Jacob Tremblay — Ted Kaczynski (personaggio reale)
  • Russell Crowe — Henry Murray, professore di Harvard (reale)
  • Shailene Woodley — Joanne Miller, agente FBI (di fantasia)
  • Annabelle Wallis — Christiana Morgan, studiosa e collaboratrice di Murray (reale)
  • Alexander Ludwig, Steven Ogg, Marc Menchaca — ruoli di contorno
  • Janus Metz — regia; sceneggiatura di Sam Chalsen e Nelson Greaves

Su storiaVScinema abbiamo ricostruito altre vicende criminali finite sul piccolo schermo: la vera storia di Lizzie Borden nella serie Monster e il caso del volo Pan Am 103 a Lockerbie.

Domande frequenti su Unabomber

Quando esce Unabomber su Netflix?

Il film debutta su Netflix il 25 settembre 2026 a livello globale, Italia inclusa. La durata ufficiale non è ancora stata confermata.

Ted Kaczynski è davvero morto in carcere?

Sì. Kaczynski è morto il 10 giugno 2023 nel carcere federale di Butner, in North Carolina, dove scontava otto ergastoli dal 1996.

Gli esperimenti di Harvard hanno davvero creato Unabomber?

È una tesi della difesa, non un fatto accertato. Kaczynski partecipò a uno studio del professor Henry Murray, ma le ricerche di Alston Chase ridimensionano il peso di quell’esperienza sulla sua radicalizzazione. Il film la usa come chiave psicologica.

Quante persone ha ucciso Unabomber?

Tre: Hugh Scrutton nel 1985, Thomas Mosser nel 1994 e Gilbert Murray nel 1995. I feriti accertati sono 23, su un totale di 16 ordigni spediti tra il 1978 e il 1995.

Perché l’FBI lo chiamava Unabomber?

Il nome in codice era UNABOM, sigla di UNiversity and Airline BOMber: i primi bersagli erano atenei e compagnie aeree. I media trasformarono la sigla in Unabomber, soprannome poi entrato nell’uso comune.

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