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Laghat storia vera dietro al film con edoardo pesce

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Laghat incarna una storia che mette in discussione i limiti: una malattia ha trasformato una promessa dell’ippica in un esempio di tenacia, guidando una carriera che ha sfidato ogni previsione. La micosi gli ha provocato cecità parziale ma non ha cancellato la determinazione né l’attenzione del pubblico.

laghat – un cavallo cieco che sfidò ogni limite

la nascita di una leggenda

Originario come puledro destinato alle corse, laghat mostrava early promesse. All’età di un anno, però, fu colpito da una grave infezione fungina che lo rese cieco da un occhio e con una vista ridotta al 95% dall’altro.

la corsa e la prova della vista

Nonostante la perdita visiva, laghat esibì una capacità straordinaria. Secondo il proprietario Federico De Paola, sembrava possedere una sorta di sesto senso che indicava dove posizionare le zampe, consentendogli di muoversi in pista con sicurezza. Il debutto avvenne nel gennaio 2006 all’ippodromo di San Rossore, a Pisa, dove vinse la prima gara. Appena due settimane dopo, ottenne una seconda vittoria con un margine notevole (6 lunghezze).

Ha partecipato a corse di livello handicap e gare minori, guidato dall’apprendista fantino Giuseppe Virdis. In carriera ha disputato 123 gare tra il 2006 e il 2015, vincendone 26 e classificandosi 30 volte. I premi totalizzarono circa 112.000 euro.

Con il passare degli anni, la sua storia ha attirato una notevole attenzione mediatica, fino a conquistare il soprannome di “la bellezza cieca” in corrispondenza della ventesima vittoria, nel 2012. Laghat era noto per un carattere complesso: dopo una sconfitta diventava irrequieto, mentre dopo una vittoria appariva tranquillo e sereno.

dai libri al cinema

adattamenti letterari

La straordinaria vicenda ha trovato spazio anche in narrativa: Enrico Querci ha scritto il romanzo Laghat, il cavallo normalmente diverso, pubblicato nel 2014. Il testo esplora non solo la carriera sportiva, ma anche il legame con chi gli è stato accanto nel percorso.

È stata prodotta anche una versione illustrata per bambini, realizzata dall’illustratore Vincenzo Basiricò, che racconta la nascita, la carriera e il ritiro di Laghat con un linguaggio accessibile ai più piccoli e immagini evocative, evidenziando temi come la sensibilità equina, la fiducia e la relazione con l’uomo.

trasposizioni cinematografiche

La fase cinematografica nasce dalla forza simbolica della storia: Laghat – Un sogno impossibile racconta la vicenda attraverso il personaggio di Andrea, un giovane fantino in cerca di riscatto. Il film vede tra i protagonisti Edoardo Pesce, con una focalizzazione sul legame tra uomo e animale e sul tema della fiducia reciproca, oltre a offrire una chiave narrativa che va oltre le imprese sportive.

una vita oltre le corse

Laghat si è ufficialmente ritirato nel novembre 2015, con una cerimonia all’ippodromo di San Rossore, lo stesso luogo che aveva segnato l’inizio della sua avventura. Dopo il ritiro ha condiviso la vita con Cerere, un cavallo Fjord norvegese, trovando così compagnia e tranquillità. La sua storia continua a ispirare sia i giovani sia gli appassionati, diventando un simbolo di determinazione e fiducia nel superare le difficoltà.

Oggi Laghat resta una figura memorabile non solo per le vittorie, ma per la capacità di dimostrare che la diversità non è un ostacolo, bensì un punto di partenza per nuove strade e riconoscimenti.

  • laghat – protagonista cavallo
  • Federico de paola – proprietario
  • giuseppe virdis – apprendista fantino
  • michael zampino – regista
  • edoardo pesce – attore
  • enrico querci – autore
  • vincenzo basiricò – illustratore
  • andrea – giovane fantino nel film

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