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Film Storici

Rocketman: La Storia Vera Vs. Hollywood nel Film su Elton John

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Il precoce talento musicale di Elton John

il giovane prodigio del pianoforte

Elton John, al secolo Reginald Kenneth Dwight, manifestò una precoce passione per il pianoforte, tanto da apprendere in modo autodidatta. A soli tre anni, eseguì “The Skater’s Waltz” imparandola a orecchio, dando prova di una dote naturale straordinaria.

l’infanzia di elton john al cinema

Il confronto tra la realtà e la finzione cinematografica offre un’immagine di Elton John bambino (a sinistra) e l’attore Matthew Illesley che lo interpreta da giovane nel film.

realtà e finzione nelle riunioni per abuso di sostanze

In apertura del film “Rocketman”, Elton John, interpretato da Taron Egerton, interrompe un incontro per abusivi di sostanze presentandosi come alcolista, cocainomane, bulimico e dipendente dal sesso. Sebbene le riunioni di Alcolisti Anonimi siano un fatto reale nella vita di Elton, queste scene specifiche sono frutto di invenzione cinematografica e fungono da espediente narrativo.

elton john e l’audizione alla royal academy of music

Il film racconta di un giovanissimo Elton che, durante un’audizione alla prestigiosa Royal Academy of Music, replica a memoria un pezzo di Handel che aveva appena sentito. Questo episodio trova conferma in fonti biografiche e culmina con l’ammissione di Elton all’accademia tramite una borsa di studio. Abbandonò gli studi musicali a diciassette anni per seguire la carriera musicale.

i genitori di elton e il divorzio

le dinamiche familiari durante l’adolescenza di elton

Il divorzio dei genitori di Elton avvenne quando lui aveva quattordici anni. Il padre, Stanley Dwight, era spesso fisicamente assente a causa del suo ruolo nella Royal Air Force, lasciando a sua madre Sheila e alla nonna materna Ivy Harris il compito di crescerlo. Seguì il matrimonio della madre con un pittore locale, Fred Farebrother, soprannominato affettuosamente “Derf” da Elton.

il rapporto fra elton e il padre

stanley dwight era realmente un padre indifferente?

Il film “Rocketman” dipinge Stanley Dwight come un genitore distante e severo, un ritratto elemento affiancato da dichiarazioni dello stesso Elton sulla figura paterna. Elementi contrastanti emergono dalle testimonianze di altri membri della famiglia, secondo i quali Stanley avrebbe assistito a diversi concerti del figlio.

il sostegno dei genitori al sogno musicale di elton

il sogno di diventare musicista e il ruolo della famiglia

Nonostante il film mostri una nonna Ivy come unica sostenitrice, entrambi i genitori di Elton erano musicali e lo incoraggiarono nel perseguire la sua passione, in particolare sua madre Sheila, contrariamente a quanto spesso riconosciuto dallo stesso artista.

il divieto paterno e le celebri scarpe scamosciate

ciò che i vestiti di elton john nascondono

Contrariamente a quanto suggerisce “Rocketman”, il padre di Elton gli permise di acquistare gli abiti che desiderava, tra cui anche un paio di calzature che secondo il film gli erano state vietate.

bernie taupin e lo slancio nella carriera di elton

la svolta artistica con bernie taupin

La collaborazione con il paroliere Bernie Taupin segnò una svolta determinante nella carriera di Elton John, culminata nell’iconico concerto al club Troubadour di Los Angeles del 1970, che consacrò la sua fama internazionale.

le performance di taron egerton in “rocketman”

la voce cantante nell’interpretazione di elton

L’attore Taron Egerton prestò la propria voce alle canzoni di Elton John presenti nel film, offrendo una performance autentica, accompagnata dal nuovo brano in duetto con lo stesso artista britannico.

la genesi di “your song” in pochi minuti

la creazione di un classico quasi istantanea

Elton John compose la melodia di “Your Song” in brevissimo tempo a casa della madre, ispirato dal testo scritto da Bernie Taupin.

costumi cinematografici e fedeltà storica

l’estetica di una stella attraverso il filtro del cinema

Se i costumi del film evocano gli iconici abiti indossati da Elton John, si tratta comunque di reinterpretazioni stilistiche concepite per il grande schermo.

incontri e relazioni: da john reid a bernie taupin

incontri che hanno segnato la vita di elton john

Dalla relazione con John Reid alla profonda amicizia e collaborazione artistica con Bernie Taupin, “Rocketman” esplora le dinamiche personali che hanno influenzato la vita di Elton John.

approfondimento sulla veridicità storica di “rocketman”

Da aspetti controversi sulla famiglia di Elton John fino alla rappresentazione di momenti significativi della sua carriera, il film “Rocketman” offre un’interpretazione ricca di creatività e drammatizzazione degli eventi reali, pur mantenendo un legame emotivo con la verità storica dell’artista.

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Lady in the Lake: La Verità Storica contro il Fascino di Hollywood

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La miniserie Lady in the Lake disponibile su Apple TV+, è tratta dal romanzo omonimo di Laura Lippman pubblicato nel 2019. Situata nella Baltimora degli anni ’60, la serie esplora due drammatici casi di omicidio che riflettono le disparità razziali e sociali dell’epoca. La storia segue la trasformazione di una casalinga ebrea, Maddie Schwartz, in una determinata giornalista investigativa.

adattamento tratto da un libro

Lady in the Lake su Apple TV+ è un adattamento del romanzo di Laura Lippman pubblicato nel 2019. Il libro narra le vicende di Maddie Schwartz, una casalinga ebrea annoiata dal suo matrimonio che decide di diventare giornalista investigativa nella Baltimora degli anni ’60. Lippman si è ispirata a due sparizioni reali avvenute nella città nel 1969: quella di Shirley Parker, una donna afroamericana di 35 anni, e quella di Esther Lebowitz, una bambina ebrea di 11 anni. La storia, pur essendo in gran parte inventata, affronta le diverse reazioni della stampa ai due decessi, con la morte di Parker, rinominata Cleo Sherwood, che riceve poca attenzione mediatica.

personaggi ispirati ma non reali

La protagonista Maddie Schwartz, interpretata da Natalie Portman, non è basata su una persona reale. Maddie è una casalinga che, dopo quasi vent’anni di matrimonio, si rende conto che la sua vita è priva di significato. Lascia il marito per inseguire la passione del giornalismo. Durante la sua attività, aiuta la polizia a trovare il corpo di una giovane ebrea, evento che la porta a lavorare per il Star, il quotidiano pomeridiano della città. Nonostante i pregiudizi di genere, Maddie insegue la storia di Cleo Sherwood, una donna nera scomparsa, con l’obiettivo di far carriera. Come afferma Lippman, Maddie è completamente inventata, simbolizzando le aspirazioni delle donne negli anni ’60.

ambientazione temporale

Le reali scomparse di Esther Lebowitz e Shirley Parker avvennero nel 1969, ma l’autrice Laura Lippman ha deciso di ambientare la storia della sua miniserie nel 1966, un anno da lei considerato meno ricordato e significativo degli anni ’60.

connessioni tra i casi reali

Nella miniserie, i due tragici eventi sono collegati tramite la protagonista Maddie Schwartz, che esplora le differenze nel trattamento delle scomparse da parte della stampa. La morte di Cleo Sherwood, una donna nera, viene quasi completamente ignorata, evidenziando le disparità razziali dell’epoca. Nella realtà, i due crimini non erano connessi.

circostanze della morte di Shirley Parker

Il corpo di Shirley Lee Wigeon Parker fu ritrovato il 2 giugno 1969 nella fontana del Druid Park Lake di Baltimora. Parker, madre di due figli e lavoratrice nel famoso Sphinx Club, era scomparsa cinque settimane prima. L’ultima volta era stata vista discutere con il suo fidanzato, Arno West. Nonostante fosse il principale sospettato, il corpo di Parker era troppo decomposto per determinare la causa esatta della morte.

  • La morte di Parker si concluse senza una chiara causa determinata dal coroner.
  • Arno West era sospettato ma mai formalmente accusato.

accuratezza storica della miniserie

Lady in the Lake è principalmente una creazione di fantasia, sebbene ispirata a veri crimini. Laura Lippman ha ammesso di aver fatto poca ricerca sui fatti e di essersi basata più su temi generali che su dettagli accurati. Sedotta dalla possibilità tematica offerti dai crimini reali, Lippman ha scelto di non farsi vincolare dalla verità storica, preferendo esplorare i limiti e le aspirazioni delle donne negli anni ’60.

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Film Crime

The Bikeriders: La Vera Storia Contro la Versione di Hollywood

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The Bikeriders: verità e finzione

The Bikeriders, film di Jeff Nichols, trae ispirazione dal fotolibro del 1968 di Danny Lyon, ma presenta molte libertà narrative rispetto ai fatti reali. Le seguenti sezioni esplorano queste discrepanze, analizzando la veridicità dei personaggi e degli eventi rappresentati.

ispirazione reale dietro The Bikeriders

il libro fotografico di danny lyon

Il film The Bikeriders si basa sul fotolibro di Danny Lyon del 1968, che documenta la vita del club motociclistico Chicago Outlaws, rinominato Chicago Vandals nel film. Lyon, interpretato da Mike Faist, trascorse quattro anni con il club. Il libro non offre dettagli estesi sui membri, portando la pellicola a inventare molte parti della trama. L’obiettivo di Nichols era evitare di urtare i membri attuali del club, ancora operativi.

Jeff Nichols ha dichiarato a Entertainment Weekly: “The Bikeriders è finzione”, sottolineando che il film si basa su reali eventi e interviste, ma strutturati in uno script di fantasia. Anche Lyon ha confermato il carattere inventato del copione, basato su monologhi registrati nel suo libro.

accuratezza del personaggio di danny lyon

Il film non rappresenta fedelmente Danny Lyon. La pellicola lo presenta come studente di fotografia, mentre nella realtà aveva già concluso gli studi e aveva 24 anni quando si unì ai Chicago Outlaws. Era un membro effettivo del club, condividendo lo stile di vita dei motociclisti, e non un semplice estraneo accolto nel gruppo.

i personaggi di The Bikeriders e le persone reali

personaggi ispirati a persone reali

Molti personaggi del film si basano su membri effettivi del club. Questi includono:

  • Benny (Austin Butler)
  • Johnny (Tom Hardy)
  • Zipco (Michael Shannon)
  • Funny Sonny (Norman Reedus)
  • Cal (Boyd Holbrook)
  • Cockroach (Emory Cohen)

Funny Sonny, ad esempio, era un ex membro degli Hell’s Angels. Le immagini di questi individui sono presenti nel fotolibro di Lyon e su Instagram.

rappresentazione della violenza di johnny

Johnny, interpretato da Tom Hardy, è dipinto come un individuo violento nel film, mentre nella realtà il presidente del club era noto per il suo carattere pacifico. La violenza del personaggio serve la narrativa drammatica del film, distanziandosi dai resoconti veritieri.

verità dietro il personaggio di kathy

Kathy (Jodie Comer) si basa su Kathy Bauer, che si innamorò di Benny. Come nel film, si sposarono cinque settimane dopo essersi conosciuti. Alcuni dettagli, come la sua prima reazione a Benny, riflettono fedelmente le interviste reali. La pellicola omette fatti significativi, come i tre figli di Kathy avuti da una precedente relazione.

Nel film, la relazione di Kathy e Benny appare più lineare, tralasciando complessità importanti per semplificare la storyline.

registrazioni originali

Le interviste che hanno ispirato The Bikeriders sono disponibili sul sito di Danny Lyon, BleakBeauty.com. Questi documenti audio offrono una risorsa preziosa per comprendere le divergenze tra film e realtà.

Il film The Bikeriders rimane un’interessante esplorazione narrativa di un periodo e un gruppo specifico, anche se con numerose licenze poetiche rispetto ai fatti storici documentati da Danny Lyon.

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Film Crime

Hit Man, la vera storia dietro il Film

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L’episodio in questione confronta il film Hit Man su Netflix con la storia vera dell’investigatore Gary Johnson, che si è finto un finto sicario per incastrare individui che cercavano di assumere qualcuno per commettere omicidi. Durante la sua operazione sotto copertura, Johnson ha catturato oltre 60 persone. Viene spiegata l’accuratezza storica delle prime scene e il punto in cui Hit Man diverge dalla realtà per abbracciare la finzione completa.

la vera storia di gary johnson

il contesto dell’investigazione

Gary Johnson, un investigatore di lunga esperienza, ha condotto un’operazione sotto copertura in cui si è finto un sicario. Lo scopo della missione era smascherare e arrestare individui che tentavano di orchestrare omicidi attraverso un killer a pagamento. Durante questo periodo, Johnson è riuscito a catturare più di 60 persone coinvolte in questo tipo di attività illecite.

strategia e risultati dell’operazione

L’approccio di Johnson consisteva nel farsi passare per un sicario disponibile ad accettare incarichi per uccidere. Questa operazione ha non solo smascherato i criminali, ma ha anche portato ad una serie di condanne significative, mostrando l’efficacia dell’infiltrazione sotto copertura come metodo investigativo.

discrepanze tra realtà e finzione

come il film si discosta dalla realtà

Il film Hit Man inizia con un’accurata ricostruzione delle prime vicende di Gary Johnson, rimanendo fedele ai fatti storici. Con l’avanzare della trama, la narrazione prende una piega più romanzata, allontanandosi dagli eventi reali. Il film abbandona rapidamente la veridicità storica per abbracciare una narrazione completamente fittizia, trasformando la storia originale per incrementare l’elemento drammatico.

elementi realistici nelle fasi iniziali

All’inizio, il film rappresenta fedelmente le tecniche investigativa adottate da Johnson, inclusi i metodi di infiltrazione e le modalità di interazione con i criminali. Le prime scene forniscono una visione realistica del lavoro dell’investigatore, prima che la trama prenda una svolta più fantasiosa.

note finali

La storia di Gary Johnson è un esempio significativo di come la realtà a volte possa superare la finzione. La sua abilità nel catturare oltre 60 persone attraverso una operazione così pericolosa e ingegnosa mette in luce l’importanza dell’infiltrazione sotto copertura nel campo delle indagini criminali.

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